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ITA
Nel labirinto di pietra del cimitero della Futa, memoria e oblio si intrecciano tra corpi dimenticati, riti teatrali e paesaggi che mutano. Un’indagine poetica sul tempo, sulla morte e su ciò che sopravvive nella coscienza dei vivi.
ENG
In the stone labyrinth of the Futa cemetery, memory and oblivion intertwine among forgotten bodies, theatrical rituals, and ever-changing landscapes. A poetic inquiry into time, death, and what survives in the consciousness of the living.
SINOSSI
Il cimitero germanico del passo della Futa ha una struttura che ricorda un labirinto. Qui sono sepolti oltre 30.000 soldati. I loro nomi incisi nella pietra, la loro presenza sospesa nell’aria. Le stagioni scorrono, il paesaggio cambia. Un luogo dedicato ai morti, ma sono i vivi ad abitarlo. Il Labirinto è un’indagine. Sui luoghi, sul tempo, su ciò che resta nella memoria. Nei boschi, cercatori di corpi riportano alla luce frammenti di uomini dimenticati. Il custode cataloga le ossa, paziente, meticoloso. Una compagnia teatrale ritorna, anno dopo anno, recitando tra le tombe La montagna Incantata di Thomas Mann, trasformando la storia in rito. Immagini d’archivio, voci del passato e i testi di Cesare Pavese rendono la memoria qualcosa di fluido, conservato, continuamente rimodellato. Nulla è definitivo. Né la guerra, né il lutto, nemmeno i morti.
SYNOPSIS
CREDITS
Documentario One off – 79′
TITOLO – IL LABIRINTO
INTERNATIONAL TITLE – THE LABYRINTH
Scritto e diretto da ALBERTO GEMMI
Fotografia FABIO CATALANO
Montaggio ELISA CANTELLI
Suono GABRIELE FASANO
Prodotto da GIANLUCA DE ANGELIS
Produzione Tekla Films
Produttori associati ELISABETTA CANNATA, GIANLUCA ORRU, DOMENICO LATANZA
Produttori esecutivi STEFANO MUTOLO, RAIKA KHOSRAVI, CAROLINA PEZZINI
Con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte, Toscana Film Commission, Regione Toscana, MIC.
Partner: Bio to B, Premio Solinas in collaborazione con Apollo 11, Major Docs, Visioni Incontra, IDFA Producers Connection, Festival dei Popoli
DOCUMENTARIO CERTIFICATO GREEN FILM